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'Cambio casacca', Scilipoti e Razzi nel mirino pm Roma

Per fatti del 2010. Di Pietro torna dai pm, sentiranno caforio

05 marzo, 21:06
Antonio Razzi e Domenico Scilipoti
Antonio Razzi e Domenico Scilipoti
'Cambio casacca', Scilipoti e Razzi nel mirino pm Roma

Si profila come una maxi-inchiesta sul 'cambio di casacca' di parlamentari quella avviata dalla Procura di Roma dopo una serie di denunce presentante nei mesi scorsi dal fondatore dell'Idv, Antonio Di Pietro. Una vicenda giudiziaria che oggi ha vissuto un'accelerazione con Antonio Razzi e Domenico Scilipoti nel mirino dei Pm. In mattinata alcune fonti giudiziarie avevano affermato che i due parlamentari, ex Idv, oggi eletti nelle fila del Pdl, erano indagati: corruzione il reato contestato, per il loro 'cambio di casacca' avvenuto nel 2010. La procura di Roma, nel tardo pomeriggio, tuttavia, ha smentito la loro iscrizione nel registro degli indagati. Un situazione che, allo stato, potrebbe anche avere degli sviluppi. "E che ho rubato una mela?", aveva commentato Razzi alla notizia dell'iscrizione, poi smentita. "Ancora con questa c... questo succede - continua riferendosi a Di Pietro - quando non si sa perdere, bisogna essere sportivi, ma dal magistrato ci vado quando vuole". Per il neoeletto nel Popolo della Libertà "la gente evidentemente è invidiosa, quando uno entra in politica. Io non ho ricevuto niente, non so di cosa possa essere accusato. Andrò a parlare. E mi consulterò con un avvocato, perché farò anche denunce per diffamazione..."

La vicenda riguarda il passaggio di schieramento, dal centrosinistra al centrodestra, consumatosi nel dicembre del 2010 quando Razzi e Scilipoti votarono la fiducia al governo presieduto allora da Silvio Berlusconi e alla prese con la crisi scatenata dall'addio alla coalizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Una operazione "politica" che scatenò un vespaio di polemiche e che divenne materia per una denuncia che Di Pietro consegnò personalmente negli uffici della Procura a piazzale Clodio. Proprio oggi l'ex pm di "Mani pulite" è tornato negli uffici della procura romana dove ha avuto un incontro nell'ufficio del procuratore aggiunto Francesco Caporale, alla presenza del sostituto Alberto Pioletti, titolari del fascicolo di inchiesta. "Sentivo nostalgia", queste le sole parole che Di Pietro ha rilasciato ai cronisti rifiutandosi di dare ulteriori dettagli sull'incontro con i pm romani. Il fondatore dell'Idv ha depositato un nuovo memoriale e fornito elementi agli inquirenti sulla vicenda di un altro senatore Idv, Giuseppe Caforio. Quest'ultimo raccontò a Di Pietro di essere stato avvicinato nel 2008 dall'ex compagno di partito, Sergio De Gregorio (indagato a Napoli con Silvio Berlusconi e Valter Lavitola), che gli offrì denaro per votare contro la fiducia al governo di Romano Prodi. Il senatore Caforio potrebbe essere, quindi, convocato nei prossimi giorni in Procura a Roma per essere sentito dagli inquirenti così come il deputato Nello Formisano. 

BERLUSCONI: PROCURA NAPOLI, NO LEGITTIMO IMPEDIMENTO - La Procura di Napoli non ritiene che sussista il legittimo impedimento addotto da Silvio Berlusconi che era stato invitato a presentarsi per rendere interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta sulla compravendita dei senatori. La decisione e' stata comunicata poco fa all'avvocato Michele Cerabona, uno dei legali del Cavaliere. La Procura aveva indicato tre date - oggi, il 7 e il 9 marzo presso una caserma della Guardia di Finanza a Roma - per interrogare l'ex premier prima di inoltrare eventualmente al gip la richiesta di giudizio immediato. A quanto si è appreso, Berlusconi avrebbe addotto una serie di impedimenti relativi anche ad impegni legati alla sua attività politica: un incontro oggi con i neo eletti parlamentari del Pdl nonché l'udienza di un processo in corso a Milano. La difesa di Berlusconi aveva manifestato disponibilità per rendere interrogatorio comunque dopo il 15 marzo. La Procura, a quanto si è appreso, non ha indicato nuove date.

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