Max Gazze', sold out tour europeo
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06 marzo, 15:57Correlati
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di Chiara Rancati
"Tutto quello che arriverà in più, lo accoglierò con devozione e gratitudine. Ma sono già contentissimo e soddisfatto così". Sorride Max Gazzé nel raccontare le sensazioni raccolte nel suo tour europeo, quattro date da Berlino a Londra (più una, l'ultima, in programma venerdì sera a Barcellona), tra biglietti esauriti, spesso già in prevendita, applausi scroscianti e "atmosfere quasi da stadio, di grande calore". Un viaggio che il cantautore romano aveva deciso di intraprendere da tempo, "ben prima che sapessi della mia partecipazione al Festival di Sanremo", desideroso di confrontarsi con un pubblico diverso dal solito, ma anche con il suo passato di italiano cresciuto all'estero. "Volevo andare a ritrovare alcuni luoghi frequentati da adolescente, come l'Inghilterra e il Belgio - spiega all'ANSA, in un incontro prima dell'esibizione a Parigi - e sono molto felice dei risultati".
Sul fronte dell'affluenza, ma non solo: "Mi è piaciuto vedere l'accoglienza calorosa, forse anche più che nei concerti in Italia, ho incontrato un pubblico incredibile. C'erano gli italiani, ma anche tanti amici di italiani, venuti a provare qualcosa di nuovo". Quest'alchimia speciale, dice ancora Gazzé, nasce dall'incontro tra la sua musica e la "cultura della curiosità" dei giovani europei, che "quando vedono una locandina di uno che non conoscono, sono tentati, vogliono scoprire di cosa si tratta, farsi un'idea". Accettando anche, senza troppi problemi, che i testi siano scritti in una lingua diversa dalla loro, e lasciandosi trascinare: "L'altra sera, al Dingwalls, con tutti che ballavano e cantavano, a un certo punto mi sono chiesto, 'ma sei sicuro che siamo davvero a Londra?'", racconta, e quasi gli sfugge una risata di soddisfazione. La tournee in Europa, però, è stata solo un antipasto. Dal 13 marzo, e fino alla fine di aprile (con in più un'apparizione, il 5 luglio, al festival Rock in Roma), Gazzé sarà in giro per l'Italia, "in alcuni dei locali più belli che ci sono, come il Viper a Firenze, l'Hiroshima a Torino, l'Alcatraz a Milano". E, dice, "non vedo l'ora, perché mi piace che le cose vadano un po' come un motore diesel, che crescano nel tempo. A Sanremo non mi aspettavo una vittoria o un posto nei primi tre, ma sono contento di vedere che ancora in questi giorni singolo e album sono nella Top Ten". In fondo, aggiunge sornione, "ho sempre preferito i percorsi in ascesa a quelli in discesa".







