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Fuga amianto, chiusa parte sede Parlamento Ue a Strasburgo

Errore in lavori ristrutturazione, invariato programma plenaria

06 marzo, 11:39
La plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo La plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo

BRUXELLES - Fuga d'amianto al Parlamento europeo. Una parte di uno degli edifici che compongono la sede di Strasburgo e' stata contaminata per un errore compiuto durante lavori di ristrutturazione ed e' stata chiusa ed isolata per la bonifica. Lo rende noto il Parlamento europeo con una nota in cui si specifica che l'incidente non modifica il programma della plenaria in programma per la settimana scorsa. Nella sede di Bruxelles l'emiciclo per le plenarie e' invece inagibile da mesi per un cedimento nel tetto. Secondo la ricostruzione diffusa dall'ufficio stampa dell'istituzione, la contaminazione e' stata dovuta ad un ''errore'' compiuto da una ditta che compiva in subappalto una serie di lavori di ristrutturazione dell'edificio Winston Churchill, il piu' vecchio dei due che attualmente compongono la sede di Strasburgo.

 

La ditta ''ha praticato un foro in due pilastri isolati con amianto, nonostante la chiara indicazione della sua possibile presenza tanto sul posto quanto nel contratto''. Dopo la notifica dell'incidente, l'area e' stata sottoposta ad analisi che hanno rilevato una contaminazione pari a 7 fibre per litro, quando il limite massimo ammesso e' di 5 fibre per litro. I due pilastri, l'area circostante piu' - per precauzione - un'ampia zona ulteriore e' stata ''sigillata ermeticamente'' e sono cominciati i lavori di bonifica la cui conclusione e' prevista per giovedi' mattina. Secondo il Parlamento europeo in due terzi dell'area isolata non sono state rilevate traccia di contaminazione cosi' come e' risultato pulito l'impianto di ventilazione.

 

Tutte le misure sono state prese ''in stretto coordinamento e sotto il controllo delle autorita' francesi''. I servizi legali dell'Europarlamento stanno studiando possibili azioni contro le ditte coinvolte (la vincitrice dell'appalto e quella che ha materialmente compiuto il lavoro). Una stragrande maggioranza di parlamentari si e' piu' volte espressa a favore della cosiddetta 'sede unica', rinunciando alle mensili trasferte da Bruxelles a Strasburgo che comportano costi per oltre 250 milioni di euro l'anno. Rinunciare a Strasburgo dovrebbe comportare una modifica dei Trattati, ma la Francia vi si oppone per ragioni storiche, di prestigio e - soprattutto - economiche. Nella sede belga, dove si svolge la maggior parte dei lavori parlamentari, l'emiciclo per le primarie e' inagibile dalla fine di agosto scorso, quando vennero scoperte lesioni in tre travi della copertura. Sono in corso lavori la cui fine e' stimata per il 2014.

 

LEGA NORD: TEMPO DI LASCIARE STRASBURGO - ''Gia' che ci siamo, chyiudiamo definitivamente Strasburgo''. La notizia della fuga d'amianto durante lavori di ristrutturazione nella sede francese del Parlamento europeo, ha scatenato la reazione degli europarlamentari ed in particolare dei leghisti. Secondo Mario Borghezio la chiusura definitiva sarebbe ''doverosa'' e lunedi' prossimo - quando comincera' la sessione plenaria di marzo - molti deputati torneranno a chiedere la 'sede unica'. Da parte sua il toscano Claudio Morganti osserva che ''dopo il crollo del tetto, ci mancava la fuga d'amianto: mi chiedo cos'altro debba succedere al Parlamento europeo perche' si metta mano ai Trattati e si elimini, una volta per tutte, la sede di Strasburgo''.

 

''Sono anni che chiediamo l'eliminazione della doppia sede'' sottolinea Morganti, chiedendo che - vista la contemporanea inagibilita' dell'emiciclo di Bruxelles - ''a questo punto di decida per uno dei due edifici, e lo si ristrutturi senza rischi di crolli o di altri incidenti''. ''Spendere soldi per entrambi, soprattutto in un momento di crisi come questo - conclude Morganti- e' inaccettabile ed e' ora che la Francia, morbosamente attaccata alla sede di Strasburgo, lo capisca''.

 

 

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