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Beppe Sala, il manager che vuole Palazzo Marino

Beppe Sala, il manager che vuole Palazzo Marino

Bocconiano, interista, ci riprova dopo l'avventura di Expo

MILANO, 07 febbraio 2016, 23:02

Bianca Maria Manfredi

ANSACheck

Giuseppe Sala - RIPRODUZIONE RISERVATA

Giuseppe Sala - RIPRODUZIONE RISERVATA
Giuseppe Sala - RIPRODUZIONE RISERVATA

    Ha scelto Heroes di David Bowie come colonna sonora per presentarsi al primo confronto fra i candidati alle primarie del centrosinistra di Milano Giuseppe Sala, anzi Beppe. Piatto preferito cotoletta alla milanese, aforisma una citazione dal discorso di insediamento di John Kennedy alla Casa Bianca: "non chiedetevi cosa il Paese può fare per voi, ma cosa voi potete fare per il vostro Paese".

    Ed è questa la filosofia con cui il manager ha spiegato la sua decisione di passare dal mondo delle imprese al pubblico: prima come direttore generale del Comune di Milano, poi come commissario Expo e, soprattutto, da stasera come candidato a Palazzo Marino.
    Nato a Milano nel maggio del 1958, interista, sposato con Dorothy De Rubeis, un avvocato specializzata in diritto bancario e finanziario, Sala ha iniziato la sua carriera alla Pirelli, subito dopo la laurea, a venticinque anni nel 1983, all'università Bocconi. Nel 1998 è diventato ad della società Pneumatici Pirelli e tre anni dopo senior vice president operations, cioè responsabile delle strutture industriali e logistiche del Tyre Sector della Pirelli. Poi Marco Tronchetti Provera lo ha chiamato in Telecom, dove nel 2003 è messo a capo di Telecom Italia Wireline, cioè della rete fissa. Da direttore generale si è però dimesso nel 2006 in un momento di tensione con l'ad Riccardo Ruggiero. Con uno stipendio e una buonuscita di tutto rispetto (5,6 milioni di euro).

    Dal dicembre del 2007 al dicembre 2008 è stato presidente della Medhelan Management & Finance e senior advisor di Nomura.
    Poi è arrivata la chiamata di Letizia Moratti, all'epoca sindaco di Milano. E così Sala, che può contare sulla stima di Bruno Ermolli presidente di Promos e consulente di Silvio Berlusconi, a gennaio 2009 è diventato direttore generale del Comune. Poco più di un anno dopo, a giugno 2010, è nominato amministratore delegato della società Expo 2015, in un momento delicato, quando ancora dovevano essere acquistati i terreni dove costruire i padiglioni dell'esposizione universale. Il sei maggio 2013 i suoi compiti sono stati aumentati: il premier Enrico Letta lo ha nominato commissario unico delegato del governo per Expo. E con questo doppio ruolo ha affrontato la bufera che ha investito l'esposizione, dagli arresti ai ritardi. La scommessa di Expo si è chiusa però con oltre 21 milioni di biglietti venduti. Ma Sala - anche per il pressing di chi lo voleva candidato - ha trovato poco tempo per riposarsi. Qualche giorno dopo la fine dell'esposizione ha postato su instagram una fotografia del cammino di Compostela che ha fatto a piedi da solo. Poi l'annuncio della candidatura con il sostegno di buona parte del Pd, ma non di tutto.
   

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